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Dicembre 2020

La distopia realistica di George Orwell: neolingua e bispensiero

Il libro di con cui mi confronterò oggi è uno di quelli più citati, raccontati, cantati, videati. Si tratta di “1984” di George Orwell, una delle profezie più inquietanti e realistiche che mai, pubblicata nel 1949. Una distopia realistica? Sembra una contraddizione o un ossimoro, ma tutto in questo libro lo è.

Ora siamo ormai nel 2020, ben 36 anni dopo dalla data fatidica in cui Oceania era sempre in guerra, le alleanze cambiavano continuamente e nessuno sapeva con chi Oceania fosse stata in guerra un anno prima. Invece io che vedo i tg tutti i giorni conosco tutte le guerre e le alleanze e  le contro alleanze degli ultimi 20 anni che riguardano Asia, Africa, America, Europa e, ovviamente, Oceania. Sono bravissima, poiché più disinformata di così non posso essere.

Ma torniamo al 1984. Winston, l’omino protagonista del romanzo era uno dei pochi a conoscere lo stato delle alleanze. Per lavoro,  riscriveva i giornali del tempo che fu e cambiava e ricambiava la storia del passato per adattarla alla guerra di allora. In effetti, se la storia è “magistra vitae”, ogni volta che cambia il maestro bisogna riscriverla. Cosa c’è di più logico? Qualcuno sa chi è il maestro degli ultimi 20 anni? Pare che in tempo di pandemia, i maestri con 20 anni di anzianità stiano a casa in quarantena e a scuola ci vadano i supplenti, quelli che sono giovani e  non sono mai stati in contatto con un positivo covid in vita loro.

Poi c’è la delazione: il bravo cittadino di Oceania denuncia chi non si comporta correttamente, anche il proprio vicino di casa o addirittura la fidanzata. Mi hanno detto che il Lombardia, durante il lockdown un uomo è stato denunciato dal vicino perché insieme al cane ha portato a spasso il bambino. E cosa dire della neolingua? Negli ultimi due anni ci sono tante parole nuove per dire a una persona che appartiene a un gruppo di gentaccia e per metterla così a tacere. Sono venute dopo “comunista” e “fascista”, usate più di quaranta anni fa. Vi dico solo quella più di moda: “complottista”. Il complottista, in quanto tale, non ha diritto di parlare. La trovo una cosa molto democratica e tollerante. Ce n’è anche una dimostrazione per assurdo (eleatica, molto eleatica, per chi ha studiato la civiltà classica.)E la dimostrazione è questa: nella società della tolleranza si tollerano tutti tranne gli intolleranti. Perfettamente logico: sembra bis pensiero! 

E infine c’è l’amore. L’amore di Winston era spiato, ostacolato, temuto, scacciato e il pover uomo non fu libero finché non se lo tolse dalla testa. E finché non tradì Julia e non fu tradito. Nella società orwelliana l’amore è proibito, nella nostra fortunatamente no, però io preferisco il sesso senza coinvolgimento emotivo, è più sicuro no?

Perciò il mio consiglio di lettura e rilettura di oggi è: George Orwell, “1984”.

Potete commentare il libro qua sotto, io e  i lettori del sito saremo felici di conoscere opinioni e contro opinioni, riflessioni e contro riflessioni sul romanzo più distopico dell’Occidente. 

Eccomi!

In questo blog, parlerò di libri e di parole, pensieri in ordine e sparsi. Non sono un’influencer, non sono un’opinionista, sono un’insegnante e una scrittrice e voglio raccontare di libri vecchi e nuovi, notizie fake or real, chi lo sa? L’unica certezza, sarà l’ironia, non prendiamoci sul serio, per carità!

Ho trovato questo link per ascoltare il libro gratuitamente:

Cliccando qui, accedete al pdf gratuito in italiano

Cliccando qui al pdf gratuito in inglese


Maria Rosaria Marino
23 giorni fa

Ho l’impressione che il complottista più che alla neolingua debba la sua quintessenza a problemi di natura psichica: sembra che il complottista sia la dimostrazione plastica della sfiducia in se stessi, ancor prima che negli altri, portata al limite di chi necessita di scavarsi una profonda nicchia per dimostrarsi di essere bravo o di essere più sveglio e sagace di altri… Le teorie cospirazioniste che portano la popolazione ad inalare con totale automatismo i due minuti di odio quotidiani sembrano solo l’anticamera di tutto ciò che si è costretti a sentire e leggere oggi, una costante proiezione di nemici volti a canalizzare e a incarnare le proprie frustrazioni, un detonatore continuo che ha il volto di Soros, del 5G, dei vaccini, dei virus costruiti in laboratorio, del diavolo pedofilo, della lobby gay, del complotto giudaico-massonico del terrapiattismo e di tante altre teorie a-scientifiche che altro non sono se non una valvola di sfogo dell’aggressività di chi, per difficoltà proprie, ha necessità di servirsi di un capro espiatorio da poter demonizzare, attribuendogli di sovente persino la colpa per le difficoltà che ogni singolo potrebbe risolvere in prima persona, se solo si rendesse conto che cedere all’odio e alla rabbia è la via più semplice e meno risolutiva di sfogare le proprie delusioni e i propri fallimenti esistenziali

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