L’angelo Altrove. Raccolta di poesie di Carla Cenci (Lepisma Floema, 2024)

Il viaggio di Carla nel sentiero della vita, tra badge da timbrare, file in automobile, panni da stendere e piante da innaffiare, è un’epifania continua, sorpresa in ogni angolo della nostra città, in ogni fessura che apre alla possibilità di un cardellino, dell’albatro, o solo della luce, dell’arcobaleno, di un albero. Felicità all’angolo svelata, le sue orme sono sempre presenti nel paesaggio. Il tergicristallo, nella notte piovosa, apre un varco verso quel favo di stelle a cui, per giungere, Dante percorse tutto l’inferno. Carla trova le stelle, semplicemente seguendo la fila di macchine, immagino sul lungotevere, o in un altro viale costeggiato dai platani.

A tante immagini che si sovrappongono in queste poesie, nascendo una dall’altra come dalla matrioska, ne aggiungerei una: un taccuino, dove un lacerto sulla pagina bianca, mostra la scrittura del foglio sottostante, parole chiare, una scrittura svelata che decifra il reale e il suo andare verso un approdo buono.
