Settimo cielo

di Cristiana Lardo

(EllediLibro by Arpod, 2023)

Settimo cielo: divertente, ironico, mai cinico, fiabesco.

Siamo ai tempi del Covid, in pieno lockdown, e Assunta è l’unica impiegata in presenza di un ministero. Deve ricevere gli scrittori che non hanno mai pubblicato nulla al fine di istruire la pratica di una pensione che è stato stabilito di attribuire loro. Così, gli scrittori sono gli unici che possono uscire in piena pandemia. E lei archivia tutti i loro scritti mai pubblicati in scatoloni e scatoloni che il Ministero si appresta a conservare.

Ma Assunta ha un soprannome, Sissi, che le prefigura un destino di principessa che pare non arrivare mai. Finché un giorno, salendo fino al settimo piano del palazzone ministeriale completamente vuoto, giunge a una porta, dietro c’è una terrazza che affaccia su un giardino ai bordi del mare. Una manifestazione di un evento impossibile, in retorica: un adynaton.

Assunta vorrebbe mostrare questa meraviglia ad Angela, laureanda che si è infilata nel Ministero per fotocopiare gratis. Ma quando Angela arriva sulla terrazza, scambia la visione per un trompe l’oeil, non immagina affatto che sia reale. Invece, Adalberto, scrittore non famoso, vede bene la visione e quando, a fine lockdown, Assunta-Sissi allestisce una festa per tutti gli scrittori che non hanno mai pubblicato, tutti loro accedono contenti alla terrazza magica.

Quante storie dentro questo romanzo: la storia di Assunta, i brevi racconti scritti da alcuni scrittori. E quanti significati. Settimo cielo è un discorso letterario sulla letteratura. La letteratura è il luogo del disvelarsi dell’impossibile, e solo gli scrittori accedono a questa rivelazione personale. L’angelo, (Angela) accompagna Assunta fino alla porta del Cielo, ma non vede realmente quello che c’è dietro. Solo lei è Assunta al Settimo Cielo. E con lei tutti gli scrittori, che soli attingono alla rivelazione della letteratura. Ma Assunta è anche Sissi e, naturalmente, nel cielo per lei c’è anche il principe azzurro.

Una favola letteraria, dunque, dove la bellezza è il premio per gli scrittori. Scritta con un linguaggio ammiccante e divertente, oserei dire, lieto. Mi piace immaginare l’autrice come Sissi; si aggira fra le storie che ha letto e che ha inventato, meravigliandosi ogni momento del loro fascino e proponendolo integro ai suoi lettori. Quivi, nel Settimo Cielo, ebbe Cristiana Lardo come Astolfo sulla luna, doppia meraviglia, trovando radunate tutte le storie perse dagli editori su questa terra.

Pubblicato da Ninetta Pierangeli

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