Tutto il cielo che serve

di Franco Faggiani

(Fazi Editore, Roma, 2021)

Un racconto ambientato nell’agosto del 2016 nei pressi di Amatrice, che in quei giorni fu cancellata da un terremoto. La narrazione è in prima persona. Chi parla è Francesca, una pompiere di poco più di trenta anni. Una donna solitaria, volitiva, che vive con i due cani. Ricca, molto ricca, laureata in geologia, ha scelto di entrare nei vigili del fuoco per fare un mestiere attivo e al servizio degli altri. Donna, è arrivata a condurre una squadra nonostante la diffidenza dei colleghi, quasi tutti uomini.

Strano personaggio questa Francesca. Devo dire che non convince troppo, non sembra molto credibile. Una superman in gonnella, sempre pronta, sempre brava. Salva le persone, anche contro la loro stessa volontà. Alla fine però, la sua rudezza e il suo carattere non proprio dolce cedono all’amore e al lieto fine, con tanto di fede nuziale. E non solo: il lieto fine coinvolge anche la madre di Francesca, solitaria tra le vette Svizzere invece che negli Appennini nostrani. Anche lei, bella e ricca, viene impalmata in ultima pagina. Un romanzetto rosa per donne toste, che non si fanno sconfiggere dalle difficoltà di mestieri fisicamente faticosi e psicologicamente stressanti. E che sono talmente ricche da dover dimostrare al mondo di non averne alcun bisogno. Poco credibile insomma, e che bisogna leggere con volontà e determinazione di arrivare al fondo, perché questo io narrante così fuori dall’ordinario non è che sia molto convincente e appassionante.

Furba l’idea dell’ambientazione nei giorni del terremoto, utile per consacrare questa pompiere  una eroina e sfruttare l’emozione di chi c’era davvero.

Pubblicato da Ninetta Pierangeli

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